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1560
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I Medici, insignoriti di Casole, vi misero
un capitano di giustizia, con un notaio e un
giudice per sorvegliare i castelli di Mensano,
Monteguidi, Pievescola, Radi, Pietralata, Marmoraia,
Pernina, Sovicille, Rosia, Tonni e Cotorniano.
Il notaio doveva venire il venerdì a Mensano,
il giovedì a Monteguidi, e la domenica a Pievescola.
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1613
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Carlo Emanuele, di Savoia, e Ferdinando Gonzaga,
erano in guerra per il Ducato di Mantova.
Cosimo de Medici, nipote di Ferdinando, per aiutare
lo zio, gli mandò 2000 fanti e 300 cavalieri,
prelevandoli da Casole, Mensano, Monteguidi e
dalla Montagnola tutta.
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25/05/1613
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In Casole vi era la riunione e vi erano le SS.
Quarantore. Le famiglie vennero a dare l’addio ai parenti.
Le donne, tra lacrime e preghiere, vi si recarono in processione
a piedi scalzi, chiedendo a Dio la grazia del ritorno dei loro
cari, e l’ottennero quando erano già giunti a Prato.
Quivi, Carlo Emanuele, intimorito da altri principi avversari
e minacciosi, dovette chiedere pace e tutti poterono ritornare
alle loro case. Forse, da questo fatto, si conserva ancora nel
paese di Monteguidi l’uso della processione delle donne
scalze nel giorno dell’Ascensione.
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